martedì 14 aprile 2009

I ga' dito

Questa volta devo chiedervi scusa.
Sì, devo chiedervi scusa perchè sto utilizzando questo blog per fare un po' di pubblicità ad un mio amico. Anche se in effetti non ne ha bisogno.

Ma questa volta voglio proprio che quello che ha da proporre possa essere visto dal maggior numero di persone possibile.

Cesare è eclettico, proprio come lui stesso si definisce nel titolo del suo blog cesarecolonnese.blogspot.com
Prima di tutto è una persona con una sensibilità e un'empatia rari.
E' un truccatore professionista che ha lavorato al fianco di Diego della Palma. Come truccatore ha "rifatto" molti attori e attrici famosi perchè potessero apparire al meglio nei film.

Ultimamente ha voluto portare un angolo di Parigi a Venezia: un negozio, una bottega veramente straordinaria, piccola e ricolma di quella Parigi da indossare e sfoggiare che è impossibile trovare da altre parti d'Italia. Un vero e proprio laboratorio per le donne che amano quell'eleganza e quella personalità forti e sensuali, direi quasi senza tempo, che solo Parigi può presentare. Un laboratorio dove Cesare oltre all'eleganza già pronta propone anche borse create con una fantasia e manualità uniche; dove la sua sensibilità artistica propone maschere "veneziane" che lui stesso dipinge in esemplari unici e irripetibili.

L'ultimo (in termini di tempo) suo amore sono i monologhi. Nati quasi per caso di fronte alla webcam, forse in serate annoiate, comunque con la voglia di sperimentare un modo di comunicare diverso dal solito, stanno diventando nella sua vita sempre più importanti. I monologhi sono ironici, profondi e leggeri allo stesso tempo, ti fanno pensare ma anche ridere, e il tempo passa piacevolmente senza mai noia.
Il 25 aprile prossimo Cesare metterà in scena alcuni di questi monologhi su di un palco ospitato da Ludovica Bianchi Michiel a palazzo Michiel del Brusà, a Venezia.
Lo spettacolo ha scopo di beneficenza e chi vorrà assistervi potrà donare qualcosa all'ingresso. Solo che dovreste affrettarvi perchè gli inviti stanno finendo e per assicurarvene uno dovete chiamare al più presto il numero indicato nella locandina.
Che cosa vi aspetta? Un assaggio lo potete vedere su youtube.com cercando "cesarecolonnese".

giovedì 2 aprile 2009

Non sono buonista

Non me ne vogliano le donne, ma ultimamente rilevo che sono sempre più numerose le donne al volante che infrangono le più elementari e basilari regole della circolazione stradale.
Certo, molti uomini guidano malissimo: non mettono la freccia agli incroci e tu che stai aspettando di dar loro la precedenza resti lì come un cretino aspettando che passino quando poi ti accorgi che svoltano senza freccia.... e tu gli maledisci i morti; e anche i vivi!
Per non paralre poi di altre nefandezze.


Ma le donne!
Quelle con le auto "normali" guidano quasi tutte come mia zia Cesira; e fin qui comunque niente di così male.
Il problema nasce negli ultimi tempi, da quando molte donne si sono dotate di SUV, quei veicoli medio-grandi o proprio grandi che assomigliano vagamente ad un fuoristrada ma che se prendono una buchetta dell'asfalto si smontano peggio di una Panda.
Purtroppo sono veicoli grandi, alti, quando ci sei dentro ti senti sicuro e padrone del mondo stradale, domini gli altri dall'alto e ti senti in diritto di fare qualsiasi cosa a tua esclusiva discrezione!
Si sa, gli uomini che acquistano un SUV lo fanno per immagine, ma inconsciamente (lo dicono molti psicologi) il SUV o il macchinone grande viene utilizzato come surrogato dell'organo sessuale maschile. Insomma, dicono che chi ritiene di averlcelo piccolo compensa con automobili grandi, potenti, superiori. Questa cosa viene condivisa anche da chi crede di essere superiore, più potente o più "grande" degli altri.

Torniamo alle donne in SUV.
A questo punto, devo forse pensare che anche le donne che si dotano di un SUV, oltre alla sensazione di sicurezza che vien loro dallo stare lì dentro, si sentano più fighe delle altre, più belle e più sexy delle altre? Forse devo pensare che sia per questo che guidano fregandosene altamente delle regole del codice della strada? Forse è per questo che dietro il caschetto biondo (orrendo amori!) e gli occhiali da sole di Gucci si cela una donna fondamentalmente insicura che pensa però di essere superiore alle altre, che pensa che tutti gli uomini la guardino, che tutti gli uomini se la vogliano spupazzare in orizzontale, e che quindi può fare tutto quel che vuole tanto gli uomini non le direnno mai niente? Forse è per questo che 'ste ignoranti si sentono in diritto di tagliarti la strada agli incroci quando tu sei già nell'incrocio? O in rotatoria entrano come siluri mezz'ora dopo che tu sei già in rotatoria e che se non freni fai una spetasciata unica delle due auto? Salvo poi, naturalmente, alzare quella manina mongola di m..da in cenno di scuse per niente sentite?
Beh, non sono buonista. E sono convinto che -come insegna una regola della fisica- il caos sia ciò a cui tende l'universo e qualsiasi cosa in esso contenuta. Ma devo anche dire che proprio per questo motivo, proprio perchè non credo che sentiamo bisogno di ulteriore caos, l'uomo (come la quasi totalità delle specie animali) si sia dato delle regole: per contrastare il caos.
E care donne sul SUV: le regole stradali sono state fatte per evitare il caos e gli incidenti. Vedete di non infrangerle, perchè prima o poi, quando taglierete la strada a qualcuno, quel qualcuno sarà un TIR carico di cemento; e allora vi farà tanto ma tanto male. E vi rovinerà il vostro orrendo caschetto biondo, le vostre manine di m..da e i vostri occhiali da sole di Gucci.
E sinceramente, è quello che molti vi augurano quando gli tagliate la strada; e io non posso non essere solidale con loro!
Quindi, quando la sera vi guardate allo specchio pensando a quanto vi sentite fighe alla guida del vostro SUV, quando con le vostre manine di m..da vi date qualche colpo di spazzola al vostro ridicolo caschetto di capelli biondi e sentite fischiare le orecchie, e anche se non vi dovessero fischiare, pensate bene che non ce l'avete solo voi. Scendete dal pero, che il vostro SUV (come per gli uomini) è solo un'estensione della vostra sensazione di sentirvi fighe; un'estensione del mascherone di trucco che vi mettete addosso per non assomigliare a Paola Borboni un'ora prima di morire!

Non sono buonista. Ma nemmeno tanto cattivo.

martedì 31 marzo 2009

Sotto a chi tocca!


Ecco qua, lo sapevo che prima o poi ricapitava! Ed è ancora a causa di un capriccio! Che cosa? Ma che mi hanno dato il ben servito al lavoro, a fine aprile si resta a casa!

Perché un capricco? Perchè nella lettera di licenziamento si motiva la faccenda con la grande crisi di fatturato e che in azienda non si è individuato un lavoro alternativo per me, mentre già pochi giorni dopo si son messi a cercare qualcuno che mi sostituisca nel lavoro. E qui (Skiopone lo può confermare) casca l'asino; e si fa molto ma molto male! Interpellando i sindacati ho appreso che in casi del genere un giudice diventa inflessibile al limite della rigidità ferrea, e alla fine della fiera per un rapporto di lavoro in ambito privato (cioè in un'azienda privata) commina una notevole pena pecuniaria a carico dell'azienda e a favore del dipendente indebitamente licenziato.

In attesa di decidere se passare tramite avvocato o tramite sindacati, sto vivendo con grande tensione la ricerca di un nuovo impiego: annunci ce ne sono ma passano tutti tramite quella piaga biblica che sono le agenzie di somministrazione del lavoro, le vecchie agenzie di lavoro iterinale. Rispondi ad un annuncio inviando il curriculum; ti chiamano facendoti qualche domanda tra cui "Ma lei sta cercando un lavoro?" Ma stupido essere che stai dall'altra parte della linea telefonica, ma certo che sì!! Che ti mando il mio CV così, per hobby?

Poi ti presenti al colloquio e ti ritrovi di fronte una ragazzina che potrebbe essere tua figlia, che non si sa neanche quali competenze abbia per valutare le tue di competenze, che ti tiene lì una mezz'ora scarsa e poi ti liquida con un "le faremo sapere, perchè è l'azienda che decide".
Ma se è l'azienda che decide, perchè non posso parlare subito con l'azienda? Mah!!??!!
Oppure ti capita come a me che mi riceve un ragazzino di forse nemmeno 25 anni, che durante questa mezz'ora scarsa di colloquio mi squadra per dritto e per rovescio, mi occhia in continuazione il pacco e mi fa radiografia e forsanco la TAC!! Poi un dubbio appena appena accennato mi assale: ma che sia un tantino gay 'sto qua? Boh!!

Fatto sta che finora di colloqui diretti con le aziende nemmeno l'ombra. Forse bisogna avere lo zio vescovo o politico per poter lavorare?
Ora sto provando anche la strada della raccomandazione, perchè si sa che se non sei paraculato in Italia combini poco poco. Vedremo come va a finire. Intanto sappiate che c'è uno (io) che sta cercando lavoro, e se sentite qualcosa in giro fatemelo sapere!!

martedì 11 novembre 2008

Oggi sciopero, domani forse

Questa mi mancava.

Allora, stamattina -come ogni mattina lavorativa- guido verso il lavoro e ascolto Radio Deejay; a quell'ora c'è Platinette e in genere è sempre divertente e interessante la sua trasmissione.

Questa mattina, però, l'argomento interessante (sciopero) veniva condito da argomenti a mio avviso assurdi: perchè bisogna fare sciopero dei servizi pubblici (nella fattispecie lo sciopero di ieri dei mezzi pubblici) mettendo in grande difficoltà chi deve andare a lavorare e deve spostarsi per lavoro. Il conduttore diceva di non essere d'accordo sostenendo che sì è giusto scioperare ma è ingiusto creare disagi ad altri lavoratori bloccando un servizio pubblico.
Scusate, ma sapevo che scioperare è l'ultima spiaggia per ottenere dei sacrosanti diritti (in questo caso il rinnovo del contratto); e scioperare procura disagi. Più ne procura più si ha speranza di ottenere velocemente ciò che vien recriminato.
Pensiamo all'Inghilterra della Tatcher e di Blair, in cui i minatori fecero sciopero ad oltranza fino a quando hanno ottenuto quel che chiedevano, lasciando al freddo e quasi al buio un'intera nazione.
Se per un giorno di sciopero dei trasporti è successa la rivoluzione dei disagiati involontari, pensa in caso di sciopero ad oltranza!
Insomma, sia il conduttore della trasmissione che chi è intervenuto telefonicamente erano d'accordo sul limitare i disagi e quindi giocoforza negare il diritto di sciopero ai lavoratori del pubblico trasporto. Infatti, se loro scioperano i mezzi pubblici non circolano (da soli ancora non riescono a muoversi); se vuoi che i mezzi circolino devi negare la possibilità di scioperare a quei lavoratori. Insomma, un po' il cane che si mangia la coda.

La soluzione? Beh, aspettatevi simpatia e battute da trasmissioni come questa, che servono ad accompagnare al lavoro la gente; non aspettatevi certo soluzioni. E nemmeno da chi interviene telefonicamente, gente capace solo o di essere a favore o di essere contraria. In pratica gente che esercita l'antica arte italica del lamentarsi senza prendere posizioni e senza attuare azioni per risolvere le cose.

Personalmente sono convinto che se fosse promulgata una legge che obbliga le aziende a rinnovare i contratti (magari tagliando loro i benefici fiscali o qualcosa del genere), o se gli eventuali adeguamenti di stipendio fossero per legge legati all'aumento reale dei prezzi (aumentando automaticamente della stessa percentuale gli stipendi in caso di mancato rinnovo del contratto), allora è probabile che non vedremmo tanti scioperi, non vedremmo tante lamentele, non vedremmo tante famiglie arrivare a stento o non arrivare affatto a fine mese (ops! ma questo cosa c'entra con lo sciopero? E' tutta 'nantra storia!).

Ma fintanto che le cose stanno così, per piacere non parliamo di limitare il diritto allo sciopero! Di "fuori servizio" ci bastano i mezzi pubblici!

sabato 1 novembre 2008

SPOT TV


Sarà anche banale, ma son quelle piccole cose che ti fanno maledire quella volta che hai deciso di optare per un'auto che non sia cabrio.
Se poi è notte fonda, fuori piove a dirotto, sei a casa di tua madre, stai cercando 'sto cavolo di tema per il Word Press del tuo sito che finalmente vuoi rinnovare, e magari hai anche un'inizio di orchite a causa della settimana lavorativa non propriamente rosea, e ti passa sotto gli occhi alla TV che hai di fronte questo spot.... e allora ditelo!! no?!!